Cosa scrivere nell’oggetto della mail

email oggetto
Imprese

L’email è lo strumento di comunicazione professionale più usato, perché è veloce, è economica e può raggiungere più destinatari contemporaneamente.

Ma nonostante tutti scrivano continuamente email, moltissimi non hanno ancora imparato ad introdurle bene.

E per questo tanti di noi dedicano generalmente la prima fase della giornata lavorativa al compimento di logoranti operazioni interpretative, nel tentativo di leggere oltre il senso materiale del testo riportato nella riga oggetto, per cogliervi il significato più riposto.

E’ la risposta che stavo aspettando?

Di cosa si tratterà?

Mi interessa?

Sarà un messaggio hard?

Ma è proprio lui/lei o è qualche untore virtuale che si annuncia dietro mentite spoglie?

Devo leggerla adesso o posso leggerla dopo?…

e spesso a queste domande seguono ripetute operazioni di CANC o sbuffate annunciate.

Eppure basterebbe che gli scriventi telematici avessero maggiore riguardo per la riga oggetto, la riga che più di tutte può dire molto e subito.

Se alcuni riempiono la riga oggetto di dettagli diabolici, molti si tolgono d’impiccio lasciandola vuota come se, in quella riga, il vuoto rappresentasse un linguaggio in sé.

La maggior parte vi scrive parole criptiche o allusive o talmente vaghe e inflazionate da indurre il destinatario a non aprire l’email e a cancellarla.

E questo vale anche quando il mittente è conosciuto.

Dopo qualche spiacevole esperienza legata all’apertura di email solo all’apparenza provenienti da mittenti noti, se il dubbio è forte, io non esito a premere il tasto CANC.

E’ una questione di sopravvivenza, con tutte le implicazioni conseguenti alla scelta di sopravvivere all’email overload quotidiano.

A dispetto di un oggetto inconsistente, il contenuto dell’email può infatti essere “serio” e il CANC può provocare disguidi e perdite di tempo a grappolo.

Nella mia casella di posta arrivano tante, troppe email, e se tra le tante c’è ne è una che nell’oggetto riporta la parola “INFORMAZIONI” e magari proviene da un indirizzo che non dice un bel niente, io la cancello.

E quando poi scopro essere ad esempio l’email dello sconosciuto architetto X, incaricato dal cliente Y, contenente informazioni urgenti per redigere l’offerta per l’impianto Z, allora mi metto comoda e via email prima, per telefono dopo, bacchetto il mittente (garbatamente o meno garbatamente a seconda del caso) e lo invito a non scrivere le sue email a cuor leggero, ma a strutturare i testi in modo più attento, per il bene della collettività.

E poiché oltre ad essere mittenti, siamo tutti destinatari, con un mucchio di cose da fare e a cui pensare, nonché costantemente a rischio di virus e di email moleste, la bacchettata tutto sommato viene incassata sempre abbastanza bene.

Però quanto tempo perso.

Ma l’email non dovrebbe farcelo risparmiare il tempo?

Il punto è che l’impegno e il cuore pesante non devono essere solo del destinatario.

E allora, mittenti di tutto il mondo, cominciamo con un maggiore senso della riga oggetto.

Una riga oggetto che voglia assolvere la sua funzione di attraente annunciatrice deve contenere semplicemente una precisa, esplicita, condensata e utile anticipazione dell’oggetto del messaggio. Niente frizzi e lazzi, niente ragionamenti sottili e cavillosi.

Solo un distillato di parole buone e utili.

Alleniamoci a oltranza.

Di occasioni per farlo ne abbiamo ogni giorno a decine.

Per saperne si più su come scrivere bene l’oggetto delle email e molto di più sull’universo email, nelle organizzazioni e nel marketing:

L’email per lavorare e vivere meglio in azienda di Luisa Carrada 

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