Il Reddito di Cittadinanza sarà un’opportunità per migliorare le competenze Digital?

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Riuscirà ad instaurarsi un proficuo legame tra il Reddito di Cittadinanza e le competenze Digital? Porsi questa domanda è davvero molto interessante e non sono affatto poche le persone che vi risponderebbero in modo affermativo, ma prima di entrare nel dettaglio facciamo il punto su questa misura e sui possibili legami con il mondo tecnologico.

Che cos’è il Reddito di Cittadinanza

Il Reddito di Cittadinanza è una misura di welfare che è stata fortemente voluta dal precedente Governo “giallo-verde” e che ha trovato conferma nel Governo “giallo-rosso” appena insediatosi.

Il Reddito di Cittadinanza consiste sostanzialmente in un sussidio che viene erogato mensilmente a favore delle fasce più povere della popolazione, affinché possano provvedere ai loro bisogni primari.

Esistono, ovviamente, una serie di limitazioni piuttosto ferree, sia per quel che riguarda le possibilità di ottenimento del sussidio, sia circa il tipo di spese che possono essere compiute con tali sovvenzioni; per approfondire tali aspetti si può visitare il sito Internet ufficiale di tale misura governativa.

Reddito di Cittadinanza e politiche attive

Il Reddito di Cittadinanza è attivo già da diversi mesi e ad oggi è stato esclusivamente uno strumento assistenziale, tuttavia l’obiettivo del Governo è quello di affiancarlo a degli strumenti di politica attiva: le fasce più povere possono usufruire di quest’aiuto statale, dunque, ma al contempo devono impegnarsi attivamente per reinserirsi dal punto di vista lavorativo.

In tale ottica, il Governo ha previsto diverse misure: anzitutto sono stati previsti degli importanti incentivi fiscali per le imprese che scelgono di assumere percettori di Reddito di Cittadinanza, allo stesso tempo è nata una nuova figura, quella del navigator. Scopriamo di cosa si tratta.

I navigator e i loro compiti

I navigator sono dei professionisti che operano presso i centri per l’impiego, tuttavia non dovrebbero essere dei meri impiegati: inquadrati come co.co.co., dunque chiamati a raggiungere degli obiettivi senza particolari vincoli, i navigator devono proporre ai percettori del Reddito delle offerte lavorative “congrue”.

A tal riguardo è utile aprire una parentesi: la legge prevede che il titolare di Reddito di Cittadinanza possa rifiutare fino a 3 offerte di lavoro; al rifiuto della terza il beneficio statale viene perduto definitivamente.

Politiche attive e corsi di formazione

Parallelamente a questo il navigator, o più in generale il centro per l’impiego, può anche proporre al percettore del Reddito dei percorsi formativi affinché si amplino, appunto, le possibilità di trovare una collocazione lavorativa; proprio in quest’ottica, dunque, tra Reddito di Cittadinanza e mondo Digital ci potrebbe essere un legame molto stretto.

Cerchiamo di fare un esempio: se in una determinata provincia vi è un’azienda specializzata in modellazione solida la quale intende assumere delle figure che abbiano una buona padronanza di software specifici, il navigator può proporre al cittadino percettore del sussidio di seguire un corso Solidworks organizzato da un’azienda specializzata come PuntoNetFormazione.

Perché questa misura potrebbe accrescere le competenze Digital

Alla luce di quanto detto si può dunque prevedere che le politiche attive correlate al Reddito di Cittadinanza, ovviamente qualora riescano ad essere attuate nelle modalità previste, possano favorire la diffusione delle competenze Digital.

Oggi, d’altronde, altissime percentuali delle figure professionali richieste dal mercato del lavoro riguardano in modo più o meno diretto il mondo “tech”, e questo è un primo motivo per ritenere che tali politiche possano essere molto utili in quest’ottica.

Va rilevato anche che il Reddito di Cittadinanza riguarda per elevate percentuali dei cittadini con un basso livello di scolarizzazione e poco qualificati per quel che riguarda l’utilizzo di software e altre moderne tecnologie, di conseguenza è verosimile immaginare che i navigator e i centri per l’impiego sceglieranno molto spesso di suggerire ai cittadini assistiti dei percorsi formativi di questo tipo.

Il risultato di tutto questo, dunque, potrebbe sicuramente essere un generale miglioramento delle competenze digitali da parte della popolazione.

Non resta che attendere i prossimi mesi, dunque, per scoprire se questa misura così attesa e così discussa riuscirà a rivelarsi utile anche in quest’ottica, oltre che come strumento di contrasto alla povertà.

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