Il life coach e il coaching

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Formazione

Il life coach è una nuova figura lanciata negli USA qualche decennio fa e sembra aver preso piede anche in Italia. E’ così che si susseguono seminari, discorsi e letteratura per “migliorare se stessi” sul lavoro, in amore, nelle relazioni sono fenomeni oggi accolti con entusiasmo.

Il life coach non è uno psicologo ma un “allenatore” dello star bene, una persona che ci aiuta a sviluppare le nostre risorse e raggiungere i nostri obiettivi, aiutandoci a misurare i risultati quotidiani, invitandoci a riflettere su quello che è stato realizzato in ogni giornata, a discernere tra quello che dipende e ciò che non dipende da noi.

Attenti a non confondere il life coach col maestro spirituale, il suo compito infatti non è quello di offrire una filosofia di vita predefinita quanto piuttosto di mettere i giusti strumenti al servizio del cliente, allenando il pensiero ma soprattutto incoraggiandolo ad agire. In questo senso il coach è più vicino alla figura dell’allenatore sportivo.

Chi sceglie di affidarsi al coach vuole allenarsi a raggiungere obiettivi di cambiamento ed azione concreti, ha voglia di innovare la propria vita, o il lavoro, cerca idee creative o strade diverse da quelle finora percorse.

Fino a qualche anno fa, il life coaching era un fenomeno circoscritto ai soli manager di corporation internazionali, mentre oggi anche persone singole o piccole imprese possono seguire i consigli del life coach che cercano di cambiare e migliorarsi. Il life coaching è indicato anche per famiglie e genitori che sperano in un nuovo modello educativo, adolescenti che vogliono formarsi e trovare la propria vocazione. In comune hanno tutti la voglia di affrontare le crisi in modi nuovi, che rompono i modelli del passato.

Sono molte le testimonianze di potere che ammettono il potere del Life Coaching: “Ero bloccato, non riuscivo più a far niente, non sapevo che decisioni prendere per la mia vita, non ero convinto di niente. Il Coaching mi ha sbloccato. In pochi mesi, con una decina di sessioni, sono ripartito, ho fatto delle scelte precise, sia sul lavoro che nella vita sentimentale”. Questa è solo una delle testimonianza di una persona che ha intrapreso un percorso di coaching.

L’obiettivo del coaching è quello di dare una direzione, fornire le linee guida in modo che la persona vada avanti con le proprie gambe, con le proprie risorse e abilità.
Altro obiettivo non da poco è quello di far emergere le risorse, le abilità e le competenze che ogni persona possiede. Gli antichi Greci chiamavano “maieutica” questo modo di far crescere e migliorare le persone. L’arte della levatrice, cioè dell’ostetrica, che tira fuori il nascituro, qualcosa di meraviglioso che c’era già, che ha fatto la mamma, che si è solo aiutata a uscire.

Il Coaching si basa sulla convinzione del Coach che le risorse sono tutte già dentro alla persone; risorse e capacità a cui, in quel momento, non è capace di accedere.

Anzi, spesso l’essere umano è convinto di non averle proprio quelle abilità. Infatti il primo lavoro da fare è proprio quello sulle convinzioni limitanti: Un lavoro di grande precisione linguistica e comportamentale, sulle rappresentazioni mentali che producono le convinzioni limitanti. Perché i limiti sono solo nella nostra mente, non esistono nel mondo cosiddetto “reale”. Una volta intuita, capita e incorporata questa nuova convinzione, finalmente il cliente, il “Coachee”, si rende conto che può fissare nuovi obiettivi, i suoi obiettivi.

E qui il Coach è determinato e inflessibile nell’aiutare la persona a definire con precisione e congruenza, quello che si chiama, appunto, “obiettivo ben formato”, allineato al sistema dei valori della persona stessa, sotto il suo controllo, misurabile nel risultato.

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